TI SISTEMO PER LE FESTE
E' d'obbligo in questi giorni di nastri e pacchetti dare una sbirciatina alle novità in libreria. Ogni volta mi sorprende di più scoprire che i libri di cucina la fanno da padrone accanto ai best-sellers letterari; in fondo, sempre di letteratura si tratta... I cinque magnifici della cucina spagnola, quelli delle tre stelle Michelin (Adrià, Berasategui, Arzak, Santamaría e Ruscalleda), confessavano qualche giorno fa al quotidiano "El País" di sentire l'esigenza imperiosa di scrivere, di lasciare traccia tangibile della loro arte, che alla fin fine va nella pancia del cliente, nelle pagine di un libro. C'è chi lo fa perché dopo tanta pratica ha bisogno di teorizzare, chi ammette che lo fa per motivi economici (evviva la sincerità di Arzak!), chi come testamento gastronomico... Come filologa posso solo sorridere di soddisfazione al pensiero che, nonostante il trionfo della tecnologia, di internet e delle realtà virtuali, non c'è nulla di più appagante di sfogliare le pagine di un libro. E, grazie al cielo, è cosí ancora per tanta gente.
Tra i miei preferiti, "Lo que hemos comido" (Quel che abbiamo mangiato), di Josep Pla, uno degli intellettuali catalani più notevoli del secolo scorso, che considerava la gastronomia come parte fondamentale della cultura di un popolo. Le foto di Francesc Català- Roca sono magnifiche.
Tra i miei preferiti, "Lo que hemos comido" (Quel che abbiamo mangiato), di Josep Pla, uno degli intellettuali catalani più notevoli del secolo scorso, che considerava la gastronomia come parte fondamentale della cultura di un popolo. Le foto di Francesc Català- Roca sono magnifiche.Un libro che non è un ricettario ma una mini-follia, in cui s'impara come cucinare il cigno, come piaceva il Martini a Hemingway, perché la pipì puzza cosí tanto dopo aver mangiato asparagi o qual è il modo più educato di mangiare i pop-corns al cinema (ammesso che ce ne sia uno). "Miscelánea Gastronómica de Schott", di Ben Schott, El Aleph, Barcellona, 2005. 159 pagine, 19 euro.
Grazie all'accurata selezione gastronomica di una casa editrice asturiana, la Trea, arrivano anche da noi due libri di ricette assolutamente anticonvenzionali. Fa piacere constatare che l'Italia ogni tanto produce ancora qualcosa di intellettuale degno di essere esportato.
"La ciencia en los fogones" (La scienza tra i fornelli), di Davide Grassi ed Ettore Bocchia (Trea, Gijón, 2005. 159 pagine, 19 euro). Storia, idee, tecniche e ricette della cucina molecolare italiana
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."La cocina impudica", (Anonimo, Trea, Gijón, 2005. 143 pagine, 18 euro). Fate largo a questa anonima e libertina donna (almeno io ci scommetto che è femmina, non so se chi l'ha letto sarà d'accordo con me) che narra le sue esperienze culinarie e non nella Parigi dell'inizio del '900. Impossibile non tenere in considerazione ricette del tipo "Zuppa di Afrodite", "Code di gambero allo zenzero e piselli", "Ventre di Venere"...
E per finire non poteva mancare l'ultima uscita dell'enciclopedica opera di Ferran Adrià: "El Bulli 2003-2004", in collaborazione con Juli Soler ed Albert Adrià (336 pagine ed 1 CD-ROM, 140 euro). Adrià ha accumulato ormai un patrimonio di 8000 pagine dal 1983 ad oggi, che ha pubblicato presso la casa editrice di sua proprietà "El Bulli Books". Ai posteri l'ardua sentenza di decidere cosa di tutto ciò rimarrà nella storia della cucina.
Di tutto cuore: E se qualcuno non sapesse ancora lo spagnolo o avesse già letto tutti i titoli sopra indicati, o non avesse spazio sufficiente in casa per ospitare l'opera omnia di Adrià, un umile consiglio: leggetevi mangiarebene, la sezione latte di gallina ;))





















4 Comments:
eheh l'ultimo consiglio l'ho già seguito;)
non sapevo che ci sono anche gli intellettuali culinari: magnifico direi!
Tra i libri che ci hai elencato, quelli che mi attirano di più per una rilassante divertente e curiosa lettura natalizia sono: "Miscelánea Gastronómica de Schott" e "La cocina impudica".
IO ho letto a settembre, di ritorno da un viaggio meraviglioso nel centro-sud della Francia, "Le francesi non ingrassano mai", con consigli culinari e di vita sana, ma credo che questo sia un altro discorso:))
Mi è piaciuto molto leggere questo post, e sono d'accordo con te: i libri, quelli veri, fatti di carta, con le copertine, con le foto o con disegni, spero ci saranno sempre.
Il libro delle francesi che non ingrassano mai l'ho letto anch'io e proprio in settembre e proprio di ritorno da un viaggio per il sud della Francia...sarà una forma di pre-telepatia la nostra??
ma dai!!
in che posti sei stata?
Noi abbiamo fatto avignone, poi la parte centrale dove ci sono le grotte preistoriche, albì e i piedi dei pirenei con i castelli catari (meraviglia).
Noi abbiamo fatto il tour dei monasteri cistercensi, entrando dal Béarn e poi scendendo a Carcassonne fino ad Aix-en-Provence e, al ritorno, Narbonne e Montpellier. Ci siamo trovati con il mio miglior amico, che veniva da Padova, a Coudoux (vicino ad Aix, zona di produzione d'olio). Ad Avignone ci eravamo già stati, giacché quando veniamo in Italia in macchina (Salamanca-Padova, 2000 km tondi tondi!) ci si passa per forza. Quello di settembre è stato veramente un bel viaggio!
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