PROSCIUTTO, LONZA E PANE COL PURÉ DI POMODOROChi dice che la televisione italiana fa schifo è perché non ha mai visto quella spagnola. Il programma più culturale lo conduce il sabato sera José Luis Moreno, il ventriloquo del corvo Rockfeller dei miei tempi, tanto per intenderci. Per il resto, montagne di programmi spazzatura sulla vita, morte e miracoli dei personaggi cosiddetti famosi ed ore ed ore di partite di calcio. Se uno non riesce a vedere il Canicattí-Rovereto su qualche tv locale faccia un fischio che glielo registro io, che qui lo danno in diretta. C'è solo una cosa peggiore del palinsesto televisivo spagnolo: avere il marito tifoso del Real Madrid. L'abbinamento di entrambi i fattori è decisamente letale. Avendo proibito l'installazione di un televisore in cucina, la sottoscritta si è tirata la zappa sui piedi perché ora è obbligata a dar da mangiare al "galattico" in un quarto d'ora (cioè nell'intervallo tra i due tempi) e ad ore intempestive (la partita che inizia presto, inizia alle dieci di sera).
La soluzione me l'ha data il mio amico cerdo ibérico de Guijuelo, il maiale più bello ed intelligente del mondo, che vive allo stato brado per almeno quattro mesi sui prati della campagna (dehesa) salmantina cibandosi solo di ghiande del leccio o del sughero. Lo si riconosce per la zampetta sottile e senza peli, con l'unghia scura (jamón de pata negra) ed un peso che va dai 6 ai 7 chili e mezzo. La maturazione dell'esemplare dura dai 18 ai 24 mesi ed il risultato è il bel piattone di affettato della foto di apertura, cioè la soluzione ai miei problemi di alimentazione durante le partite di calcio. Il piatto è composto da jamón ibérico y lomo de bellota, cioè proveniente da un animale di razza unica al mondo ed alimentato solo con ghiande. Quasi quasi ve lo presento in persona, il mio sogno è averne qualcuno da allevare in casa.

Quindi per una cena express la cosa migliore è tirar fuori il maialino nero (sacar el pata negra) ben per tempo, affinché il grasso possa sudare, ed accompagnarlo con il pa amb tomaca, cioè il pane e l'emulsione al pomodoro tipica catalana, che sottolinea il sapore di qualsiasi panino fatto a regola d'arte. Lo consiglio anche sul prosciutto di Parma o sul San Daniele, in mancanza di pata negra.
alcuni pomodorini ciliegia, in inverno, oppure dei bei pomodori maturi, magari biologici, in stagione
olio extra vergine di oliva
sale e pepe
Si mettono i pomodori nel mixer, interi, fino ad ottenere un puré. Si passano in una ciotola e si condiscono come per un'insalata, solo con un po' più d'olio, mescolando per bene. Si deposita il puré sul pane e si procede poi con l'affettato scelto per fare il panino.

Mi rendo conto che non vi posso fornire la materia prima del cerdo ibérico per riempire il panino di prosciutto, però vi posso dare le istruzioni per fare una bella e buona focaccia genovese per ospitarlo, dopo che lo avrete trovato.
- 250 grammi di acqua tiepida
- 4 cucchiai di olio di oliva
- 2 cucchiaini di zucchero
- 2 cucchiaini di sale
- 12 grammi di lievito fresco
E' una ricetta adatta sia da impastare velocemente a mano, sia per usare il programma "Dough" della macchina del pane. In entrambi i casi si scioglie prima il lievito nell'acqua. Se fatta a mano, va lasciata lievitare un'ora e mezza in un luogo tiepido; se fatta a macchina, bastano 20-25 minuti. L'ideale d'inverno è il forno riscaldato a 50 gradi e poi spento. Prima di cuocerla a 200º per una ventina di minuti bisogna pennellare la superficie con un'emulsione di olio ed acqua in parti uguali.
Il cerdo ibérico non è solo salmantino di Guijuelo, esiste in altre zone della Spagna come Jabugo (Huelva), ed in Extremadura (si può dire che esiste solo nella parte ovest della Spagna, da Salamanca a Huelva, appunto, e nella zona corrispondente del Portogallo, l'Alentejo). In certi negozi di delicatessen in Italia si trova sempre più spesso, ma ci sono anche molte ditte di Salamanca che fanno spedizioni via corriere.
DI TUTTO CUORE
Venerdí scorso si è inaugurata su www.mangiarebene.com una rubrica dedicata ai modi di dire nella gastronomia, intitolata "Latte di gallina". Un'altra scommessa di intelligente di Mangiarebene e, non so perché, l'autrice della suddetta sezione ha un qualcosa di familiare...