31.1.06

PASTEL DE QUESO FRESCO di Carme Ruscalleda


E' tornato Alberto. Tutto intero!!! E sono disperata. Sono disperata perché non abbiamo praticamente avuto tempo di stare insieme, perché è arrivato domenica sera e lunedí mattina è iniziata una nuova, vorticosa settimana lavorativa per entrambi. Non è molto ortodosso dare informazioni personali contemporaneamente alla ricetta di una torta di formaggio, me è l'unico modo per ringraziare di cuore TUTTI per l'affetto e l'interesse.
Solo una domanda, Kat e Remy : perché non avete lanciato una palla di neve più grande, cosí rimanevamo in casa?

Ed ora, la ricetta.
Ho accolto l'uomo carioca con ben due dolci (oltre alla pizza al bacon, provolone e uovo, naturalmente): i dolcetti di cioccolato dal cuore morbido di Lucia (sensazionali; me li lasci tradurre sul blog spagnolo, vero?) e questa torta di formaggio fresco di Carme Ruscalleda, tratta dal libro "Cocinar para ser feliz" (Viena Ediciones), che è una delle mie preferite.

E' pura armonia, come tutte le creazioni della prima donna in Spagna ad avere 4 stelle Michelin, ed una delle torte più tradizionali qui da noi. Godetevela, e ancora grazie!!!

Per circa 8 porzioni:

- 100 gr di burro morbido
- 125 gr di zucchero
- un baccello di vaniglia
- 3 uova
- la scorza gratuggiata di mezzo limone non trattato
- 50 gr di farina
- 500 gr di formaggio fresco tipo "Quark"
- 50 gr di uva passa (opzionali)

Preparazione e cottura:

1) Mescolare il burro morbido con lo zucchero e la polpa nera dell'interno del baccello di vaniglia.

2) Aggiungere le uova a temperatura ambiente, e la scorza di limone grattugiata

3) Aggiungere la farina setacciata

4) Aggiungere il formaggio fresco ( e l'uvetta). Il composto deve essere fine ed omogeneo.

5) Mettere il dolce in uno stampo (se rotondo, di 20 o 25 cm di diametro) foderato di carta forno.

6) Cuocere 2 ore in forno a 100º. Bisogna curare molto la cottura, perché la cottura prolungata a bassa temperatura è il fattore più importante per la buona riuscita del dolce.

Lasciare raffreddare completamente prima di toglierlo dallo stampo. Se riposa in frigo una notte, prima di essere servito, a mio parere è ancora migliore.
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29.1.06

NEVE



Il mio giardino

La cattedrale e il ponte romano

Piedra Dorada

28.1.06

41 DOMANDE


Stanotte ho dormito poco e male, tanto per cambiare. Non per i rumori strani, ma perché non potevo smettere di pensare a queste domande che mi ha girato Graziella nella sua infinita bontà. E cosí son qui di buon mattino, davanti a questi pasticcini di cera con profumo al cioccolato, a cercare di rispondere.
- 1, e non di temperatura.

1) Qual' è il tuo nome completo? Monica Rita

2) Di che colore è la biancheria intima che indossi oggi? Bianca, come sempre

3) Cosa stai ascoltando in questo momento? La musica che più mi piace, il silenzio assoluto

4) Quali sono le ultime 4 cifre del tuo numero di telefono? 3986

5) Qual' è stata la cosa che hai mangiato più di recente? La fetta di crostata alle carote preparata ieri, con cui sto facendo colazione

6) Se tu fossi un pastello, di che colore saresti? Rosa

7) Com' è il tempo in questo momento? 5 gradi sotto zero e sole, la giornata ideale per me

8) Con chi hai parlato al telefono più recentemente? Con mia mamma, che domande!

9) La prima cosa che noti nell'altro sesso. Se ti guarda o no direttamente negli occhi

10) Chi è la persona che ti ha inviato questa mail? Neanche ha avuto la cortesia di inviarmela, ho dovuto stamparmela io dal suo blog, è Graziella, ovviamente

11) Come stai oggi? A pezzi

12) Bevanda preferita. L'acqua gassata, gassatissima, la Perrier

13) Bevanda alcolica preferita. Sono astemia, ma se dovessi scegliere sarebbe la birra nera, ha un buon profumo

14) Sport preferito. Lo shopping

15) Il colore dei capelli. Castano chiaro, con alcune mèches bionde

16) Colore degli occhi. Verdi

17) Porti le lenti a contatto? Per carità, mi sembra masochista. Porto gli occhiali quando guido di notte, sono un po' miope

18) Fratelli e sorelle e la loro età. 1 fratello di 36 anni

19) Mese preferito. Gennaio

20) Cibo preferito. La pasta

21) Il film che hai visto più di recente. "Brokeback Mountain"

22) Giorno dell'anno preferito. 1 settembre

23) Sei troppo timido per chiedere a qualcuno di uscire con te? Noooooo!!!

24) Estate o inverno? Inverno

25) Relazione o sveltina? Relazione

26) Cioccolata o vaniglia. Vaniglia

27)Vuoi che i tuoi amici rispondano? No, non voglio perderli. Ma se la Terry vuole farlo, le cedo lo spazio

28) Quale dei tuoi amici è più probabile che risponda? Con 41 domande, nemmeno corrompendo Zora e Lizzy con una fetta di crostata di carota otterrei risultato

29) Quale dei tuoi amici è meno probabile che risponda? Fiordizucca, of course

30) Dove vivi? a 5 chilometri da Salamanca

31) Che libri stai leggendo? "Sola come una gamba di sedano", della Littizzetto; non poteva essere altrimenti

32) Che cosa c'è sul tuo mousepad? Il lupo Alberto con la gallina Marta che dice: "Cambiamo programma?"

33) Che hai fatto la notte scorsa? Son scesa 8 volte a controllare la chiusura di porte e finestre. Sono sfinita

34) Riesci a toccarti il naso con la lingua? E' lunga, ma non abbastanza

35) Cosa ti ispira? Un bel cappuccino caldo, fatto a regola d'arte

36) Popcorn imburrati, salati o normali? Niente popcorn

37) Automobile preferita. Seat Ibiza

38) Fiore preferito. Qualsiasi orchidea

39) Quante chiavi hai nel portachiavi? 8

40) Hai qualche tatuaggio o piercing? No, per carità!!

41) Se potessi fare un qualsiasi lavoro al mondo per 1 settimana quale sceglieresti? Dirigerei "Vogue America" al posto di Anne Wintour. Però solo per una settimana.

26.1.06

PIEDRA DORADA E LA FAMIGLIA LUFFLE'


Ieri a Rio de Janeiro hanno registrato la temperatura massima dell'anno: 46 gradi, con il 95% di umidità. Non ho nemmeno il coraggio di pensare cosa significhi, io che odio l'estate ed amo l'inverno. Qualcuno laggiù sta boccheggiando ed ha bisogno di un'iniezione di aria fresca per superare gli ultimi giorni che mancano al ritorno a casa.
Per questo ho pensato che il migliore incoraggiamento erano i tetti ed il prato gelato di Piedra Dorada stamattina all'alba.
Poi però mi sono accorta che c'era anche qualcun altro che qui in casa ci ricorda fresche montagne: la famiglia Lufflè.

Un modo per me infallibile, quando ero lontano da casa per lungo tempo e non ero affatto contenta, consisteva nel preparare la valigia due giorni prima del ritorno; avere già tutto pronto mi faceva sentire meglio.

Lo pensa anche il marito della signora Milka Lufflè, col suo zainetto in spalla e la sua picozza, sempre pronto a riprendere il cammino verso casa. Mancano tre notti.

25.1.06

CANNOLI DI FOGLIE DI BANANA RIPIENI ALLA CREMA DI YUCCA E BATATA CON GUARNIZIONE DI HUEVO HILADO



OVVERO:
CANNELLA ALLE PRESE CON LA CUCINA ESOTICA


Ivano, te lo devo proprio dire: mentre elaboravo questa personalissima creazione, c'è stato un momento in cui mi sono amaramente pentita di essermi avventata ad accettare le tue foglie di banana. C'è stato un momento in cui la cucina era piena di foglie dappertutto ed io non sapevo più come farle stare in piega; ci mancavano solo Tarzan e Cita, da tanto che la cucina assomigliava a una selva.
In ogni caso, ecco il risultato. Bene o male, sono fiera di me per essere riuscita a ricavarne qualcosa, anche se in queste cose esotiche lascio con sommo piacere il posto a te, che sei il grande esperto.
Grazie comunque per le foglie, è stato un gesto molto gentile e mi ci sono divertita. Adesso ritorno a fare il ragù.



Elaborazione:

Si ritagliano le foglie in rettangoli tali da ricavarne dei cannoli; bisogna seguire le nervature sennò si rompono (questo non vi dico dopo quanto l'ho capito).
Con dello spago da cucina (di quello per l'arrosto) si arrotolano su sè stesse per preparare i cannoli e si chiudono con lo spago. Si spennellano con dell'albume salla parte dove devono rimanere chiuse (me n'era avanzato dalla torta che stavo facendo) e si mettono in forno a 200º fino a che l'albume si rapprende e le foglie rimangono chiusa de sole (5 o 6 minuti).

Nel frattempo si prepara la crema:
  • 300 gr di yucca
  • 300 gr di batata
  • 250 gr di zucchero
  • 75 gr di mandorle pelate
  • un pizzico generoso di cannella in polvere

Si lessa la yucca e la batata e si mettono nel mixer per ridurle in puré. Con le mandorle si fa una farina fine, mettendo nel mixer pure quelle. Si mescola tutto con lo zucchero e la cannella e si lascia raffreddare abbastanza, tanto da poter maneggiare la crema senza scottarsi e che sia abbastanza solida da poterla mettere in una siringa da pasticceria. Si riempiono i cannoli.

Si mettono in forno per 35 minuti circa, a 200º, o fino a che la crema diventi leggermente dorata.

Si decora con huevo hilado. La ricetta del huevo hilado, è quella cosina gialla sfilacciata sopra i cannoli e che è una specialità spagnola, merita un post a parte. Non vorrei farvi venire una sindrome gastronomica di Stendhal pubblicando tante squisitezze tutte in una volta.

Ancora grazie, Ivano!

NUOVA IMMAGINE

Grazie a Melissa e ad una prestigiosa équipe di informatici del Venezuela, oggi inizio a sfoggiare una nuova immagine. Sono loro molto riconoscente per l'eleborazione di questo favoloso premio del MeMe della cena di Capodanno. ¡Muchas gracias, majos!

24.1.06

PISTO


Ieri mia suocera mi ha fatto le patatine fritte, che piacciono tanto ai bambini. E alle nuore! A Paco, mio suocero, però, le patatine non piacciono, allora aveva preparato questo piatto di pisto, che è l'unica forma di intendere la verdura come contorno che esiste in questa regione. Per il resto, la verdura si mangia come primo piatto.

Per 4 persone:
- 3 zucchine
- 2 peperoni
- in stagione, una melanzana
- 300 gr di pomodori maturi
- 1 cipolla grande
- 2 spicchi d'aglio
- un pizzico di zucchero di canna
- olio extra-vergine di oliva
- sale

Pelare ed affettare sottilmente tutte le verdure. Soffrigggere nell'olio la cipolla tagliata sottile e l'aglio intero. Quando la cipolla sarà trasparente, aggiungere le verdure con lo zucchero ed il sale. Lasciar cuocere fino a che le verdure saranno tenere.

Il pisto è perfetto come contorno per le uova fritte o per il baccalà impanato.

22.1.06

MeMe: 10 things you never knew about me

E' inutile che facciate quella faccia, sí, è un nuovo MeMe. Io a Melissa di Cookingdiva non so proprio dire di no! E lo faccio per lei e per la mia mamma, che poi si commuove quando legge le risposte (eppure gliel'ho detto che non le deve prendere alla lettera!).

10 COSE CHE NON HAI MAI SAPUTO DI ME

UNO) Il mio primo libro di cucina è stato il Manuale di Nonna Papera, edizione Mondadori del 1973 (ce l'ho proprio qui sotto il naso). Sí, perché io sono stata "Giovane Marmotta". Ce n'è qualcun' altra in giro?

(Futura Giovane Marmotta in fiore)

DUE) Sul frigorifero ho appiccicate oltre un centinaio di calamite, provenienti da altrettanti luoghi diversi. Le più amate? Quelle con la forma delle merendine de Mulino Bianco.

(Frigorifero non americano. A buon intenditor...)

TRE) Sono allergica a tutta la frutta fresca.

QUATTRO) I gioielli mi lasciano indifferente ma...gli elettrodomestici mi mandano in visibilio! Il mio primo elettrodomestico è stato il mitico Dolce Forno: ci facevo di quelle pizzette!

(Il mio era giallo)


CINQUE) Alla mia tenera età, la mia mamma continua a chiamarmi "ciiiccia".

SEI) Sono astemia. La mia prima ed ultima sbornia l'ho presa a circa 8 anni, mentre accompagnavo il nonno Resio a comprare il moscato dolce sui Colli Euganei. Nessuno si era accorto che mi ero attaccata alla damigiana...Poi non potevo più staccarmici senza il rischio di stramazzare al suolo in coma etilico. Se ci ripenso, sento ancora gli uccellini nella testa che fanno "cip cip".

SETTE) Ho l'abitudine di lasciare pronta alla sera la tavola della prima colazione. Se non la trovo pronta, alla mattina mi deprimo.

(Tavola da prima colazione solitaria)

OTTO) Il mio primo grande amore è stato Ulisse. Ulisse in cuor suo non ha mai perdonato ad Alberto di avermi portata via.

(Ulisse e il verme)

NOVE) Seguirei fino in capo al mondo il mio miglior amico e la sua famiglia. Che vita sarebbe senza di lui e senza gli amici in generale?

DIECI) Mangio 6 volte al giorno come minimo. La mia pancia non si è mai abituata agli orari spagnoli, cosí faccio i tre pasti quotidiani sia a orario italiano che a orario spagnolo. E se proprio devo dirla tutta, al pomeriggio faccio pure merenda.


E ora, a chi sbologno? A Graziella e a Francescav (sù, dài, da brave, senza fare storie!), ai Cuochi di Carta (che sono in tanti, cosí fanno presto) e a Gaia (io non so se il suo sogno era di fare questo MeMe, ma il mio primo pensiero stamattina è stato quello di affibbiarglielo!).

A qualcun altro invece non ci penso nemmeno a dirglielo, ché poi cristona. E poi oggi sarà occupata in altre cose.

21.1.06

MADRID FUSION


Si sono ormai spenti i riflettori su Madrid Fusión, il quarto summit internazionale della gastronomia svoltosi nel Palacio Municipal de Congresos di Madrid, a cui hanno partecipato 800 congressiti. Ne abbiamo viste un po' di tutti i colori, e se dovessi riassumere l'avvenimento in poche parole, farei mie quelle di Martín Berasategui: "Noi cuochi abbiamo fatto quel che i politici non hanno saputo fare: rompere le frontiere".
La star assoluta di queste quattro giornate è stata, ovviamente, Ferran Adrià, che col suo discorso rivoluzionario non lascia mai indifferenti e, cosa volete che vi dica, può piacere o no ma il fatto indiscutibile è che lui ha trascinato e mantiene la cucina spagnola ai vertici del prestigio mondiale.
In questa occasione ha sorpreso tutti con un cacciavite a pile, riciclato, che crea fili di caramello. Ma non è stato il solo a lasciare a bocca aperta per lo stupore; si sono viste e degustate delle infusioni con aroma di terra, della carta commestibile, delle palle di succo di rapa (avete letto bene), delle bistecchine di aloe vera, dei gelati di cera d'api, del fois-gras con zucchero filato... Vedere per credere, su www.madridfusion.net.

19.1.06

MARUJA Y TRIGUEROS




La signora Tommasa, dopo aver contribuito in modo decisivo allo spazzolamento dei 45 bignè, ha deciso che dovevamo depurarci un po'. A questo scopo mi ha regalato una terrina (terrina? Questo è veneto, Terry! In italiano si dice "ciotola"!!!) di insalata tipica di questa zona, che cresce col freddo lungo i ruscelli ed in zona montagnosa (non bisogna dimenticare che Salamanca è a 800 metri sul livello del mare). Quest'erba prodigiosa si chiama maruja e la traduzione in italiano, per quanto ne so, non esiste. Nemmeno il sapore saprei definire, abbiate pazienza (come direbbe Lucia)!

Poi si vede che l'insalata da sola le sembrava un po' poco e mi ha dato pure degli asparagi selvatici finissimi, per farmici una frittatina, alias tortilla francesa. Questo tipo di asparagi si chiama trigueros, perché assomigliano alle spighe di grano, il trigo.

Io ho bollito gli asparagi 9 minuti in acqua salata, poi li ho soffritti in un pizzico pizzico di cipolla; ho sbattuto le uova quasi a punto di neve, con sale, pepe e, come no!, una bella grattata di parmigiano di francesca e questo è stato il risultato.


E cosí è andata giù anche la sesta cena solitaria. Domani è un altro giorno.

18.1.06

PANECILLOS DE SAN ANTÓN



Ieri era Sant'Antonio abate, protettore degli animali. Si tratta di una festa molto sentita in quasi tutta la Spagna, perché si associa al periodo della maialatura e del lavoro nei campi. Uno dei riti della festa è la benedizione degli animali. Anche a Salamanca decine di persone portano i loro animali (di compagnia e non) a benedire in chiesa; per me è un giorno molto speciale ed una festa di cui sono entusiasta, e mi piace andare a vedere come si svolge. E' tipico di questo giorno elaborare o comprare i biscotti rustici all'aroma di limone che vengono benedetti in chiesa durante la messa in onore di Sant'Antonio e di tutti gli animali.
PANECILLOS DE SAN ANTÓN

  • 225 gr di zucchero
  • 200 gr di farina per dolci
  • 110 gr di strutto
  • 6 uova
  • 90 gr di Maizena
  • 90 gr di mandorle
  • 30 gr di lievito per dolci
  • la buccia di un limone grattata

Sbattere le uova, lo zucchero e la buccia di limone grattata fino ad ottenere una crema spumosa. Mescolare la farina con il lievito, la Maizena e le mandorle tritate finemente; incorporare il tutto alla crema. Quando tutto sarà ben mescolato, sciogliere lo strutto ed amalgamarlo bene a tutti gli altri ingredienti. Mettere il composto a cucchiaiate sulla placca del forno rivestita di carta e cuocere a 160º per una quindicina di minuti.

Di tutto cuore:

Personalmente preferisco sostituire lo strutto con il burro; il risultato è diverso, ma non mi sono mai abituata al sapore ed alla pesantezza che lo strutto lascia nei dolci (che qui peraltro è infinitamente più usato del burro).

17.1.06

PASTEL VASCO (a grande richiesta)


Adiós, Terry, adiós (fazzolettino ricamato bianco che si agita nel vento, mentre un aereo decolla dal Marco Polo con a bordo una colonna dell'attività blogger quotidiana). Pensavi che me ne fossi dimenticata, eh? Bèccati la ricetta del "Pastel Vasco"; avrei voluto mandarti il cestino con dentro la fettina (no, la fettina no, TUTTA!) di torta per il viaggio. Divertiti, e poi ci racconti tante cose.
Questo tipo di torta, molto simile a una crostata, è tipica della zona dei Paesi Baschi, ed il ripieno può essere di vario tipo (marmellata, frutta secca, miele, crema di burro). Eccone una versione molto semplice.
Ingredienti:
  • 350 gr di farina per dolci
  • 180 gr di zucchero
  • 20 gr di burro morbido
  • 2 uova
  • 1 bicchierino di rhum
  • 1 vasetto di marmellata (io ho usato quella di Té Earl Grey)
  • 1 bustina di lievito
  • 1 tuorlo per pennellare

Mettere la farina a fontana in un recipente ed aggiungervi nel centro il lievito, lo zucchero, le uova ed il rhum. Lavorare un impasto liscio e ricavarne due palle (due palle?); una con due terzi dell'impasto e l'altra con un terzo (cioè due palle di diverso peso e volume, sí).


Lasciare riposare le due palle (di impasto) in frigo per mezz'ora. Scaldare il forno a 210º. Stendere la pasta della palla grande su un foglio di carta forno, dandole la forma dello stampo (metterci sopra un altro foglio di carta forno affinché non si appiccichi al mattarello).Coprire la pasta con la marmellata.

Stendere poi anche la seconda palla di pasta, per coprire la base. Sigillarne bene i bordi.

Munirsi di un tagliapasta ed incidere su tutta la superficie del dolce una rete di quadretti (spiegazione tecnica). Pennellare il dolce con il giallo d'uovo emulsionato con un cucchiaio d'acqua. Cuocere nel forno caldo per circa 35 minuti, fino a quando la superficie sarà dorata.

Spolverare i bordi con un po' di zucchero a velo quando il dolce si sarà raffreddato.

Di tutto cuore:

Hola, hola, hola a qualcuno che oggi rientra a far parte del Bésame Mucho.

15.1.06

The "Seven" MeMe


Non mi ci voleva di mettermi a pensare a questioni cosí trascendentali in questi giorni di solitudine e borse d'acqua calda, però come facevo a dire di no a Melissa?
Eccomi qui dunque a compiere il mio dovere, e passo poi la palla a francescav , perché ho la sensazione che questo MeMe le piacerà (se non è cosí, fai finta che lo sia, poi facciamo i conti in privato!!).
In verità rispondo senza pensarci troppo, credo sia meglio.
7 THINGS TO DO BEFORE I DIE:
1) Intanto tocco ferro
2) Andare in Giappone
3) Comprarmi un altro cane
4) Imparare un'altra lingua
5) Smettere di succhiarmi il pollice
6) Comprarmi un frigorifero americano con il PC che fa la spesa da solo
7) Tornare ad Asiago in estate
7 THINGS I CANNOT DO (or things I do NOT enjoy doing):
1) Non guidare la macchina
2) Non cucinare
3) Non leggere
4) Non scrivere
5) Non stare ore al telefono
6) Scaricare la lavastoviglie
7) Grattare il grana
7 THINGS THAT ATTRACTED ME TO BLOGGING:
1) Carpire i segreti di cucina degli altri
2) Carpire anche i segreti che non sono strettamente di cucina ;)
3) Scrivere contemporaneamente nelle due lingue che più mi piacciono dopo il veneto
4) Immaginare la faccia di mia mamma quando legge le cretinate che scrivo
5) Poter portare un po' di cultura gastronomica italiana in Spagna e viceversa
6) Imparare
7) Aver la stramaledetta fortuna di conoscere persone che valgono la pena
7 THINGS I SAY MOST OFTEN:
(traduzione dallo spagnolo)
1) Alberto, attento a dove metti i pieeeeee.....di
2) C'è troppo rumore
3) C'è troppa puzza
4) Ho bisogno di un momento mio
5) Oh San Pignatto!!!
6) ¡Mierda! (Questa è meglio lasciarla in versione originale)
7) Ho i piedi congelati
7 BOOKS I LOVE:
(A parte i grandi classici)
1) La piel del tambor, Arturo Pérez Reverte
2) Plenilunio, Antonio Muñoz Molina
3) El amor en los tiempos del cólera, Gabriel García Márquez
4) Rimini, Pier Vittorio Tondelli
5) Sentieri sotto la neve, Mario Rigoni Stern
6) Il catino di zinco, Margaret Mazzantini
7) La nuit sacrée, Tahar Ben Jelloun
7 MOVIES I WATCH OVER AND OVER:
1) Il paziente inglese
2) I ponti di Madison County
3) La mia Africa
4) El hijo de la novia
5) En la ciudad sin límites
6) Mediterraneo
7) Fifa e arena
7 BLOGGERS I'M TAGGING:
1) Adventure chef di Ivano
2) Cioccapiatti di Lucia
3) Cookingdiva di Melissa
4) Ditvetv di Graziella
5) Fiordizucca di Fiordizucca
6) Francescav di Francesca

SUIZOS


Fantozzi contro tutti, cosí mi sento. Contro il riciclaggio (di pattumiere varie, non di denaro, purtroppo), contro le borse dell'acqua calda e contro il corso degli eventi in generale. Ieri mi sono fatta questi "suizos" ("svizzeri"), i tipici panini dolci spagnoli per la prima colazione, pensando che dopo una notte dura almeno avrei avuto un dolce risveglio. Quando li avevo pronti li ho messi nel cestino, munito di centrino coi merletti, fedelissima al mio stile Brie Van de Kamp, per dirigermi a casa della signora Tommasa (ne avevo fatti un po' anche senza zucchero in superficie perché lei ha il diabete). Beh, anche lei se l'è squagliata col suo Ignazio per il fine settimana, la fedifraga!!!
Per circa 12 "suizos":
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 65 gr di zucchero
  • 60 cc di olio di semi di mais
  • 2 uova
  • 20 grammi di lievito fresco
  • 375 grammi di farina auto-lievitante
  • un pizzico di sale
  • la buccia grattugiata di un limone non trattato, oppure aroma di limone

Sciogliere il lievito nel latte tiepido e mescolarlo con le uova sbattute e un pizzico di sale. Aggiungere l'olio, incorporare la farina mescolata con lo zucchero e la buccia di limone e formare una palla liscia ed omogenea (aggiungere un po' di farina se serve, però non troppa, la pasta non deve risultare troppo secca). Mettere la palla in una ciotola leggermente infarinata, coprirla con un panno umido e lasciarla lievitare in un posto caldo (il forno a 50º e poi spento va bene) per un'ora e mezza.

Formare un panetto lungo e schiacciato e tagliarlo a fette di 3-4 cm ognuna. Disporre le fette sulla placca del forno ricoperta di carta vegetale, con il lato che è stato tagliato verso l'alto (non so se mi spiego!) ed abbastanza lontane una dall'altra, perché non si appiccichino. Lasciare lievitare un'altra volta fino a che diventeranno il doppio. Fare un'incisione con la punta del coltello nel mezzo di ogni "suizo" per tutta la lunghezza; pennellare con un po' di latte tiepido e cospargere di abbondante zucchero. Cuocere nel forno caldo a 160º fino a che la superficie sarà di un dorato scuro. Si conservano per parecchi giorni in un contenitore ermetico.

Di tutto cuore:

Oggi va un po' meglio, anche perché ho finalmente scoperto a cosa serve il "feed del sito"!!!Mi sento un genio!

14.1.06

BéSaMe Mucho


Mi rendo conto che qui una sta perdendo il briciolo di dignità che le rimaneva. Cosa posso farci, è una situazione di emergenza. Ieri sera tardi è arrivato il momento boule/borsa/bòssa dell'acqua calda a lungo rimandato. Piccoli dettagli di vita quotidiana a cui non ho dato fino ad ora il valore che meritavano. Càspita, ci vuole il calcolo di un ingegnere per riempire bene la bòssa!!! Alberto prima di partire mi aveva raccomandato di non riempirla molto (se per caso scoppia) e di essere sicura di averla chiusa bene (elementare, Watson, elementare). A parte il pericolo di ustione di terzo grado durante il travaso, non ho chiuso occhio tutta la notte per verificare che la bòssa non scoppiasse e fosse chiusa bene. Che incubo! Io cosí non posso continuare, e siamo solo all'inizio! Per questo all'alba mi sono messa in movimento ed ho pensato di fondare el BéSaMe MuCho (Club di Bloggerfanciulle/i Momentaneamente senza Marito o Moglie). Ho pensato anche che essendo Ivano il primo bloggerfanciullo ad aver sollecitato di essere ammesso al club, dovrà pagare un dazio in foglie di banana.
Per evidenti motivi dedico questo post a Lizzy e Zora per le loro leccatine di ieri, e le bòsse girocollo a tutte le bloggerfanciulle freddolose (e anche ai bloggerfanciulli).
Iscrizioni aperte, quindi. Vado in cucina a fare qualcosa di più produttivo, che ho messo una cosa a lievitare, vah!

13.1.06

MINI MUFFINS DELLA SOLITUDINE


MINI MUFFINS DI OLIVE NERE DI CÁCERES

Sola e abbandonata.
L'uomo dal capo mozzato è partito per l'altro emisfero portandosi dietro, tra le altre cose, 15 camicie, delle quali 7 di lino a manica lunga. Insomma, non so se il ritorno sarà più traumatico della partenza, lo dico per il ferro da stiro.
Meno male che ci sono le amiche, e che amiche!!!
Sono ancora qui che mi rotolo per terra dal ridere per una certa mail con un certo file di Snoopy... la signora Tommasa ha già suonato due volte per vedere se era tutto a posto! Vedrete che vi romperò le scatole parecchio nelle prossime due settimane, siete avvisate Francesca e Graziella (e la Terry si salva in parte perché, appunto, parte!).
E cosí all'uomo in partenza ho dato dietro un cestino come quando andava all'asilo: dentro, un bigliettino con le raccomandazioni su come disfare e rifare la valigia, su come abbinare le camicie con le cravatte, su come non dimenticare niente in albergo. E, naturalmente, questi mini-muffins che faranno da cuscinetto ai pasti di plastica dell'aereo. (Avete presente Brie Van de Kamp dei telefilms "Casalinghe disperate"? Quella sono io! Non cosí bacchettona, intendiamoci!)

Per una ventina di mini muffins:

  • 200 gr di olive nere disossate
  • 3 uova
  • 50 gr di mandorle tritate
  • 50 gr di zucchero
  • 10 cl di olio di oliva
  • 10 cl di vino bianco secco
  • 200 gr di farina
  • una bustina di lievito per pizze e dolci
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di pepe

Sbattere le uova come per la frittata. Aggiungervi le mandorle tritate, lo zucchero, l'olio il vino, il lievito, il sale ed il pepe. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo. Tagliare a pezzetti le olive ed aggiungerle alla pasta. Aggiungere poco a poco la farina ed amalgamare bene. Distribuire il tutto negli appositi pirottini, riempiendoli fino a 3/4 della loro capacità.

Mettere nel forno caldo a 180º per circa 20 minuti, fino a quando saranno dorati.

Di tutto cuore:

In Italia secondo me le olive che si trovano normalmente in commercio sanno "di medicina", per cui non le mangiavo mai. Qui le olive nere della zona di Cáceres (Extremadura, nel sud) sono buonissime e le metto dappertutto.

10.1.06

I GREMBIULI


























Dopo il successo ottenuto dalle lenzuola, e visto che in questi giorni post-paella cucino solo verdurine e tofu nel wok, ho pensato di iniziare a mostrare agli amici il kit completo dell'italiana all'estero (più o meno foodblogger). Come raccontavo a Terry e a Graziella, io la patria me la trascino dietro sugli aerei a dispetto dei rigorosi controlli; e cosí l'ultima volta ho oltrepassato ogni barriera con una pedana per la doccia come bagaglio a mano, ma in precedenti occasioni l'ho fatto con un ferro da stiro a caldaia, la macchina per cappuccino Polti, la scopa Meliconi, ed il paiolo elettrico per la polenta.
In senso opposto, cioè sul Madrid/Venezia, un Natale ho fatto viaggiare perfino un maialino da latte intero (congelato, specifico), che abbiamo messo al forno in casa di mia nonna e che ha provocato che i doganieri fermassero tutti i congegni ed esclamassero in coro: "¡Es un cochinillo!" (in Spagna, cioè "E' un maiale!") e "Signora, lei trasporta un cadavere!" (in Italia).
I grembiuli dell'italiana all'estero provengono dal mercato di Asiago e questo post mi è costato carissimo per... il fotomodello!

Zuccheriera 2

Zuccheriera

8.1.06

LA MEGAPAELLA DELLA BEFANA

Prima...


I miei suoceri amano le riunioni familiari con i figli (5), le nuore (4), il genero (1) ed i nipoti (4). Quando usciamo tutti insieme a pranzo siamo quindi 16 persone ed inflazioniamo qualsiasi ristorante. Normalmente andiamo in posti dove ci conoscono da anni ed han visto crescere una famiglia già di per sé numerosa; cosí quando i nipoti invadono la cucina, tritano la tovaglia o depilano la pelliccia della signora del tavolo vicino, quasi nessuno si sorprende.
Durante...
E' il caso del "Mesón Arapiles", dove abbiamo festeggiato insieme la Befana di venerdí scorso; un ristorante di cucina tradizionale castigliana, la cui specialità è la carne al forno ma fanno molto bene anche la paella. Si trova a 5 chilometri da Salamanca, in una zona storica per il ricordo della battaglia in cui spagnoli ed inglesi le suonarono a Napoleone. Visto che la paella era il piatto centrale (ma non unico) del pranzo, colgo l'occasione per pubblicare la ricetta della paella che facciamo in casa, il cui risultato non è inferiore a quello di cui offro testimonianza fotografica. (Falla grande che a farla piccola fai sempre in tempo, diceva mio nonno).
Dopo.
Paella mista(cioè con carne, verdura e pesce)
di casa Buitrago per 4 persone:
  • 1 tazzina da caffé per persona di riso per paella; in ogni caso con il Carnaroli viene bene
  • 1/2 peperone rosso
  • 1/2 peperone verde
  • 1 pomodoro grande maturo
  • cipolla secondo i gusti
  • due manciate di piselli, anche congelati o in conserva
  • olio extra-vergine di oliva
  • 1 spicchio d'aglio
  • zafferano o colorante per paella
  • 1 salsiccia grande
  • pollo (le ali, una a testa, oppure 1/2 petto per tutti)
  • 150 gr di carne di maiale (il pezzo a seconda dei gusti)
  • 200 gr gamberi (sgusciati o interi, dipende dai gusti)
  • anelli di calamaro
  • un pezzetto di coda di rospo
  • olive, uova sode, asparagi e gamberoni per ornare la paella


Un elemento essenziale per preparare la paella è il recipiente in cui si cuoce. Paella non significa altro che "padella", che in origine era il nome non del piatto a base di riso, bensí della padella in cui si cuoceva. Munirsi quindi di una "paellera" di acciao inossidabile o di smalto, oppure di una padella gigante inaderente dai bordi non troppo alti.

Mettere a bollire il pesce, cioè gli anelli di calamaro, i gamberi e poi lo scorfano, tutto insieme ma in ordine di tempo di cottura. E' importante conservare il brodo di cottura del pesce per cuocervi poi il riso; bisogna quindi mantenerlo caldo anche dopo che il pesce sarà cotto.Nel frattempo nella "paellera" si mette olio fino a coprire la superficie e si scalda a fiamma bassa. Si aggiungono quindi la cipolla tagliata sottile e l'aglio (intero o tritato, dipende dai gusti) e si soffrigge. Quando la cipolla diventa trasparente si aggiunge il peperone tagliato a pezzetti; si lascia insaporire e si aggiunge il pomodoro, anch'esso tagliato a pezzetti.

Quando il pomodoro è quasi cotto si aggiungono i piselli (se congelati, se in conserva si aggiungono quasi a fine cottura, altrimenti si spappolano). Quando le verdure sono quasi cotte, si aggiunge tutta la carne e tutto il pesce. Si lascia insaporire mescolando e si aggiunge lo zafferano (due o tre fili se è di buona qualità; se invece si ha il colorante, la punta di un cucchiaino da caffé). Si mescola ancora per insaporire il tutto.

A questo punto, quando la base è pronta si aggiunge il riso e si mescola per bene per farlo insaporire. Si filtra il brodo in cui si è cotto il pesce; e' molto importante che il brodo sia caldo, ma è importante soprattutto la PROPORZIONE del brodo rispetto al riso. Si aggiunge quindi con LA STESSA TAZZA CON CUI SI E' MISURATO IL RISO, DUE tazze DI BRODO per ogni tazza di riso, più una, cioè :

se la paella è per quattro persone, avremo messo quattro tazze di riso e metteremo 9 tazze di brodo.

E' importante inoltre che la fiamma, che sarà moderata durante tutta la cottura del riso, raggiunga uniformemente ogni angolo della padella/paellera.

Dal momento in cui si aggiunge il brodo, NON BISOGNA PIU' MESCOLARE. Se si vuole distribuire il brodo nella padella affinché si mescoli da solo con il riso, si può muovere la padella intera scuotendola dai manici.

Quando il brodo sarà scomparso dalla superficie (dopo circa 20 minuti, dipende dal riso) si toglie dalla fiamma e si può ornare con le olive, l'uovo sodo e i gamberoni; si copre con uno strofinaccio e si lascia riposare 5 minuti prima di servire.

Di tutto cuore:

Questa è la paella che si fa in questa casa, che è poi la paella di mia suocera, non ha la pretesa di essere la paella per antonomasia. Per esempio, noi non ci mettiamo le cozze perché ci sembra che poi diventino mollicce, ma è tutta questione di gusti, cosí come ci piace aggiungere i gamberi già sgusciati per non impiastricciarci le mani. E' possibile cuocere la paella in un recipiente di ceramica, e mi vengono in mente altri piccoli dettagli che magari possono interessare, ma è meglio che se qualcuno la fa e ha bisogno di ulteriori spiegazioni, semplicemente me lo chieda.

E' molto più elaborato raccontarla che farla!!

Paellera

6.1.06

I RISULTATI DEL MEME NEW YEAR'S RECIPE & PHOTO SWAP


Allora...non so da dove cominciare...Insomma, da Panamá sono arrivati i risultati dei tre posts più votati del MeMe sulla tavola di Capodanno. Il risultato è il seguente:

1) La Zuccheriera/Italian Version

2) Di Tv E Tv

3) Tasca da Elvira


Più in là dei risultati, molto molto più in là, questa iniziativa che ha unito tutto il mondo in un'unica, immensa, ricchissima tavolata è stata bella per l'altissimo grado di partecipazione (43 partecipanti, ma sicuramente se ne aggiungeranno altri fuori concorso) e per l'entusiasmo con cui tutti vi hanno aderito.
Mi sento particolarmente orgogliosa del fatto che l'organizzazione, capitanata dai favolosi mezzi tecnici messi a disposizione da Melissa, abbia unito l'Italia a paesi considerati "hermanos", fratelli, del mio paese di adozione, la Spagna, e cioè il Portogallo di Elvira e l'Argentina di Marcela, oltre al Panamá di Melissa ¡GRACIAS, CHICAS! Ci siamo ripromesse che c'incontreremo di nuovo per altre iniziative come questa.
Más allá de los resultados, lo realmente bonito de esta iniciativa que ha unido el mundo en una única, inmensa, riquísima mesa, ha sido el entusiasmo de cada uno de los participantes. Para mí, a nivel muy personal, es fuente de gran orgullo que este MeMe, magistralmente dirigido por Melissa, haya unido también Italia con otros países hermanos de mi país de adopción, España, es decir: Portugal con Elvira y Argentina con Marcela . ¡GRACIAS CHICAS! Nos volveremos a encontrar para dar vida a más iniciativas como ésta.
E della colonna italiana, che dire!!! Oltre ad elogiare il magnifico lavoro di tutti, devo gridare ai quattro venti che è stato veramente emozionante toccare quasi con mano che tra una ricetta, un commento, una foto ed una confidenza si è forgiata in molti casi una bellissima amicizia virtuale che mi/ci accompagna ormai tutti i giorni.
Per finire: chiunque può continuare a mandare le proprie foto e ricette della tavola di Capodanno affinché vengano pubblicate su Cookingdiva "fuori concorso". Basta spedire una mail con tutto il materiale .
Grazie ancora e... arrivederci alla prossima tavolata!!!

ROSCÓN DE REYES


A quest'ora "lí" sarà arrivata la Befana, mentre "qui" sono arrivati "los Reyes Magos" a bordo dei loro cammelli. Per rendere loro omaggio nel dí di festa si prepara "el roscón", il dolce natalizio che si può assimilare al panettone (in fondo gli ingredienti sono quasi gli stessi, però l'elaborazione è più semplice). E`normale vedere nelle pasticcerie "el roscón" con una coroncina dorata di carta; l'importante è che all'interno, nell'impasto, si trovi la sorpresa, che nel passato era una fava secca, poi una moneta ed ora è una figurina di plastica (sigh!). Chi la trova nella propria fetta di "roscón" sarà fortunato tutto l'anno.
E questa è la mia ricetta del "roscón":

Per l'impasto:

  • 500 gr di farina per dolci
  • 30 gr di lievito fresco
  • 100 ml di acqua tiepida
  • 125 gr di burro
  • 125 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 5 gr di sale
  • la buccia grattata di 1/2 limone
  • la buccia grattata di 1/2 arancia
  • 1 cucchiaiata di acqua di fior d'arancio

Sciogliere il lievito nell' acqua tiepida. Sciogliere il burro a bassa temperatura e lasciarlo raffreddare. Amalgamare nel mixer tutti gli ingredienti eccetto la farina, fino ad ottenere una crema liscia e senza grumi. Mettere la crema in una ciotola grande ed aggiungere la farina per formare l'impasto e, ovviamente, la sorpresa. Formare "el roscón"e lasciarlo lievitare in un posto caldo fino a che avrà raddoppiato il volume. Scaldare il forno a 180º e preparare la copertura con:

  • 50 gr di mandorle a fettine
  • 50 gr di zucchero in granella
  • 1 uovo
  • frutta candita a piacere, in pezzi abbastanza grandi

Sbattere l'uovo e pennellare il "roscón". Distribuire poi sulla superficie la granella di zucchero leggermente inumidita affinché non si bruci, le mandorle e la frutta candita.

Cuocere fino a che la superficie sarà dorata.

5.1.06

VOTAZIONI DEL MEME


Oggi è l'ultimo giorno per votare il MeMe sulla tavola di Capodanno, New Year's Recipe & Photo Swap. E mentre qui si aspettano con ansia "los Reyes Magos", i Re Magi, che sono le vere stars di queste feste, molto più gettonati di Babbo Natale, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che con entusiasmo hanno partecipato a questa iniziativa (lo so che non è facile trovare l'attimo per fotografare mentre si cucina o si mangia!). Aggiungo il link a tutti i posts della colonna italiana, per il piacere di vederli tutti insieme e per gli ultimi indecisi sul voto.

Ancora grazie!


Di Tv e Tv

Un Tocco di Zenzero

FrancescaV

La Zuccheriera/Italian Version

Cuochi di Carta

Adventure Chef

Le Curiosità Golose

Terry

P.S: Alla fine i partecipanti sono stati 43!

3.1.06

NEW YEAR'S DINNER RECIPE & PHOTO SWAP: AGGIORNAMENTO

E' scaduto il tempo per pubblicare le ricette, le foto ed i buoni propositi della tavola di Capodanno. A partire da oggi, 3 gennaio, fino al 5 gennaio 2006 bisogna votare. A me spettava il compito di pubblicare nel mio blog le ricette italiane di coloro che non hanno un blog, seguendo l'ordine di arrivo all'indirizzo di posta elettronica già indicato. E' quindi con vero onore che procedo a pubblicare le ricette e le foto di Terry, un contributo a lungo atteso e davvero irrinunciabile per questa iniziativa. Brava Terry! Ripeto: cosa aspetti a fare un blog?
Ed ora, votate, votate, votate!
P.S.: Fiordizucca non ha partecipato direttamente al MeMe, però è come se lo avesse fatto perché è più che una presenza simbolica, sia nella tavola di Ivano che nella mia . Grazie alla grande maestra!
A questo avvenimento di dimensioni MONDIALI hanno partecipato 41 persone; potete vedere le magnifiche, appetitose e variopinte tavole di ognuno di loro su Cookingdiva (io non le pubblico perché con i famosi mezzi tecnici di cui dispongo, avrei bisogno di tre mesi di tempo!).

1.1.06

LA NOSTRA TAVOLA DI FINE ANNO


Non c'è niente di più bello che fare qualcosa per gli altri. Si può trattare di un gesto veramente nobile su cui ci sarebbe molto da filosofeggiare, cosí come di una piccola azione destinata a creare un semplice attimo di felicità. Questa cena di fine anno, ormai tradizionale e a numero chiuso, rientra nella categoria dei piccoli gesti, ed è preparata con affetto e dedizione totali, pensando agli amici con cui si condivide.
Questo post invece è tutto per la mia amica Lorenza, e lei sa il perché. Non era presente fisicamente ma era come se ci fosse, e spero con queste parole, ricette e foto di regalarle un secondo di serenità.





ANTIPASTI:

La quiche di zucca e gorgonzola:

- pasta brisée molto sottile

-100 gr di pancetta affumicata

-150 gr di gorgonzola dolce

- 300 gr di zucca pulita, tagliata a dadini

- un po' di cipolla

- 120 gr di panna da cucina

- 2 uova

- 1/2 bicchiere di latte

- 1 cucchiaiata di Maizena

- sale e pepe q.b.

- una cucchiaiata d'olio di oliva

Preparare la pasta brisée (io la faccio con mezzo chilo di farina, 250 gr di burro e 125 ml di acqua fredda salata; mi basta per fare tre torte salate) e tirare la sfoglia su un foglio di carta forno. Ricoprire con essa uno stampo rotondo. Sciogliere la Maizena nel 1/2 bicchiere di latte e frullare a crema la panna, il gorgonzola, le uova e il latte. Salare e pepare. In un cucchiaio d'olio fare dorare la pancetta con un po' di cipolla tagliata sottile e la zucca. Salare e pepare leggermente. Quando la zucca sarà morbida, distribuire il composto sul fondo della pasta brisée e ricoprire con la crema di formaggio. Passare in forno a 180º per circa 40 minuti.

Il pâté di avocado e pistacchi di FIORDIZUCCA

L'unica variazione che ho fatto alla sua perfettissima ricetta è quella della cipolla: ne ho messa poca, cosí come l'aglio. Vi rimando alla creatrice per le dosi.


IL PRIMO:

Gli gnocchi di farina castagna con sugo alla verza e mandorle

Per 6 persone:

- 1 kg di patate

- 150 gr di farina castagna

- 150 gr di farina

- 1 verza piccola

- cipolla

- grana

- 3 cucchiaiate di mandorle tritate

- olio di oliva, sale, pepe, noce moscata

Preparare l'impasto per gli gnocchi con le patate cotte al vapore e passate per il passapuré, le due farine mescolate insieme, un paio di cucchiaiate di grana, un po' di sale, pepe e odore di noce moscata.

Il sugo si prepara tagliando a listarelle sottili la verza e facendola stufare a fiamma media con un po' di cipolla e qualche cucchiata d'olio. Quando inizierà ad appassire, aggiungere le mandorle tritate ed una bella spolverata di grana; salare, pepare e terminare la cottura.

IL SECONDO:

Il Vitello Tonnato


Per 6 persone:

- 1,200 Kg di girello di vitello

- 300 gr di tonno sott'olio

- 1/2 cipolla piccola

- 6 acciughe sott'olio

- 1 bottiglia di vino bianco secco

- sale, pepe, olio d'oliva q.b.

- capperi

Mettere a cuocere la carne a fuoco medio nel vino, con l'aggiunta delle acciughe e della cipolla tagliata a pezzetti. Dovrà cuocere per almeno un'ora e mezza. Quando sarà cotta, scolarla dal liquido e metterla a raffreddare completamente. Filtrare il liquido di cottura e mettere nel mixer il tonno sgocciolato; aggiungere liquido di cottura della carne fino ad ottenere una crema omogenea e abbastanza consistente.

Tagliare la carne fredda a fettine sottilissime (se avete un'affettatrice è l'ideale) e distribuirle in un piatto di portata. Salare, pepare ed aggiungere un filo d'olio, che si farà penetrare col dorso del cucchiaio, affinché la carne non si secchi.

Coprire le fette di carne con la salsa di tonno, ornare con aluni capperi, coprire con cellophane e mettere in frigo 24 ore prima di servire.


IL CONTORNO:

Il cardo gratinato

Per 6 persone:

- un cardo piccolo (per piccolo s'intende di 80 cm o 1 metro massimo, perché qui ce ne sono di alti due metri!)

- burro

- 150 gr di gorgonzola dolce

- grana grattugiato

- qualche cucchiaiata di panna


Pulire il cardo, che è un'operazione che richiede tempo e pazienza perché bisogna pelarlo bene e privarlo dei filamenti esterni. Tagliarlo a pezzettini e cuocerlo al vapore (circa un'ora e mezza nella vaporiera), oppure lessarlo. Scolarlo, imburrare una pirofila e fare uno strato di pezzettini di cardo, aggiungere dei fiocchetti di burro, dei pezzetti di gorgonzola ed una spolverata di grana. Continuare a fare strati e finire con grana, gorgonzola, burro e qualche cucchiaiata di panna. Mettere in forno caldo a 200º per una ventina di minuti a gratinare.

IL PANE:

Ghirlanda al latte, burro e sesamo


- 300 gr di latte tiepido

- 60 gr di burro morbido

- 1 cucchiaino di zucchero

- 1 e 1/2 cucchiaini di sale

- 250 gr di farina 00

- 250 gr di farina 0

- 12 gr di lievito di birra fresco

- 1 uovo per pennellare

- semi di sesamo tostato per la superficie

Preparare l'impasto mescolando prima gli ingredienti solidi e aggiungendo poi il latte tiepido (nel quale deve essere scrupolosamente sciolto il lievito) ed infine il burro. Fare una palla liscia e morbida e lasciarla lievitare un'ora in un posto tiepido, lontano da correnti d'aria.

Sgonfiare l'impasto, dividerlo in tre pezzi ed elaborare tre cilindri da intrecciare. Quando la ghirlanda sarà pronta, pennellarla con l'uovo battuto e cospargerla di semi di sesamo tostato.

Riscaldare il forno a 50º e poi spegnerlo. Lasciarvi lievitare la treccia per mezz'ora. Togliere la treccia e scaldare il forno a 190º; cuocere il pane per circa 30 minuti.

IL DOLCE:

La Zuppa Inglese My Way


Per 6 persone:

Per la crema inglese:

- mezzo litro di latte

- quattro tuorli d'uovo

- 6 cucchiaiate di zucchero

- 2 cucchiaiate di farina

- 1 cucchiaiata abbondante di Maizena

- aroma di limone

- essenza di vaniglia

Per la crema al cioccolato:

Gli stessi ingredienti, con l'aggiunta di quattro cucchiai di cioccolato amaro in polvere

- mezzo pandoro

- Amaretto di Saronno

- Marsala (Alchermes per i fortunati che lo trovano!)

- cioccolato bianco

- codine di cioccolato

Preparare le due creme mescolando il latte caldo con lo zucchero ed aggiungendo poco a poco la farina e la Maizena, facendo attenzione a non far grumi. Aggiungere qualche goccia di aroma di limone, la vaniglia e, nel caso della crema al cioccolato, il cioccolato in polvere. Portare ad ebollizione a fuoco basso e fare addensare per circa un paio di minuti. Far raffreddare.

Tagliare a fattine il pandoro, a seconda delle coppette che si useranno per servire il dolce. Fare un primo strato di una crema, uno strato di pandoro inzuppato in Amaretto, un altro strato di un'altra crema e cosí via. Finire con una spolverata di cioccolato bianco e un ciuffo di codine di cioccolato. Far raffreddare in frigo una notte prima di servire.

Io l'ho messo nelle coppe da coktail di gamberi, con dell'acqua colorata alla base, di grande effetto!

IL VINO PER IL BRINDISI:

Cava catalano riserva speciale della padrona di casa!!

L'UVA DI MEZZANOTTE

Tutta la Spagna aspetta l'anno nuovo con gli occhi incollati via TV all'orologio della Puerta del Sol di Madrid, il chilometro zero di tutte le strade del paese. Da lí arriva l'ora ufficiale dell'anno nuovo, e ad ogni rintocco bisogna mangiare un chicco d'uva, uno per ogni mese dell'anno e per ogni "campanada" dell'orologio. Questa tradizione finisce spesso in tragedia per soffocamento. Io sono allergica alla frutta fresca e quindi mangio 12 chicchi di uva passa, ma tutti gli amici italiani che hanno trascorso il Capodanno qui da noi in questi anni sono usciti dall'esperienza decisamente traumatizzati; dicono che è roba da "incoconarse come i ochi", cioè ingrassare come le oche.

TUTTI A NANNA! BUON ANNO!

Alle 3.30 del mattino la sottoscritta era già a nanna, e aveva già lavato perfino la tovaglia della cena. E siccome non poteva essere altrimenti, anche le lenzuola erano di tipo gastronomico, tanto per non avere di incubi dalla fame.

Buon anno a tutti e soprattutto VOTATE questo post mandando milioni di e-mails . Ovviamente dovrete indicare che il voto è per La Zuccheriera.