31.3.06

*BUCATINI CON CAPPERI E POMODORO


Ed ecco i bucatini più famosi della storia col loro bel sughetto... mi si inumidiscono gli occhi dall'emozione quando ripenso a loro... Ecco la ricetta:
Per 4 persone:
  • 35o gr di bucatini fatti amorevolmente in casa
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 80 gr di cipolla
  • un cucchiaio di capperi
  • peperoncino piccante fresco
  • origano essiccato
  • prezzemolo
  • olio extra-vergine Petrarca
  • sale

Mettere l'acqua sul fuoco e salarla al bollore.

In una padella, mettere la cipolla affettata a velo, i capperi tritati, un pizzico di origano, un filo d'olio, un dito d'acqua e far cuocera a fuoco vivo fino a che l'acqua si sarà consumata.

Unire la passata, sale, le rondelle di peperoncino, prezzemolo, un po' d'acqua della pasta, coprire e far stufare lentamente per 20 minuti.

Saltare i bucatini nel sugo e spolverare con abbondante parmigiano.

Ricetta tratta dalla raccolta "La cucina mediterranea" de "La cucina italiana":

30.3.06

*L'AUTORE DEL BUCO


Né trapano, né animale, né personaggio senza testa da film horror... É lui l'autore dei buchi dei bucatini, il mio nuovo amore, l'ultimo gioiello della corona, il re del parco elettrodomestici di questa casa...


E' il Pastamatic Simac! Non è stato facile reperirlo, ne sa qualcosa il gran procacciatore, ma adesso è finalmente mio, accessoriato di 25 trafile diverse (cosa che mi garantisce almeno 25 post diversi!). Un elettrodomestico davvero favoloso, che mi permette di fare la pasta in casa in soli 20 minuti e senza sporcare. Facile da usare e da pulire, gli ho riservato un posto d'onore in cucina e gli ho dichiarato amore eterno.

In quanto all'alberello "Tacapasta", ormai era vox populi la mia invidia spassionata per quello di Lucia (comunque il suo è più bello!), per cui dovevo porvi rimedio...

29.3.06

*L'ALBERO DEI BUCATINI


Ho fatto i bucatini in casa. E poi li ho stesi. Anzi, li abbiamo fatti, perché mi hanno aiutato Alberto ed il mio nuovo amore; un ménage à trois nato da poco ma già collaudatissimo!
Solo acqua, farina, semola e... la forza di cento braccia! Domani ve li faccio vedere col sugo e vi presento il mio nuovo amore, questa volta con la testa.

28.3.06

*L'OLIO DEI COLLI EUGANEI


Come tutta la gente del nord, provengo dalla "cultura del burro". Da quando però vivo nel centro della Spagna, dove non ci sono né prati né mucche da latte, mi sono immersa nella "cultura dell'olio" che contraddistingue i popoli del mediterraneo.
Proprio perché educata a consumare molto burro, a comprarlo "in malga" d'estate in grossissime quantità e a farne scorta nel freezer per tutto l'inverno, non avevo la più pallida idea che sui miei Colli Euganei si producesse olio extra- vergine di oliva, e per giunta di ottima qualità.
Essendo arrivata tardi allo spaccio di Ca' Lustra, sulle cui tracce mi aveva messo gentilmente Rob di Lavinium, sono poi sbarcata sulle viuzze della mia amatissima Arquà Petrarca, dove ho scoperto l'Enoteca il Giuggiolo, un angolo bellissimo che riunisce tutti i prodotti tipici della zona (le giuggiole, il vino, l'olio, i dolci, il miele, le caramelle...). Lí ho comprato, oltre a tante altre cosine, quest'olio Petrarca di cui mi sono follemente innamorata. Adesso lo piazzo nella colonna laterale e in tutte le ricette. E per coloro che non conoscono Arquà Petrarca e la gatta del poeta (Lizzy,Zora quanto vi piacerebbe!) vi lascio una foto per farvi venire la voglia di scoprire questo posto, uno dei borghi più belli d'Italia.

27.3.06

*PANINI BIANCHI (con mortazza e Asiago. Cannella 2, il ritorno)


Un ritorno in patria all'insegna del consumismo, come piace a me. Col portamonete in mano, io sono pericolosa anche in mezzo alla steppa. E le mie due comari, che MI CAPISCONO, a parte il fugace tradimento di essere andate da Caberlotto senza di me (ma io sono andata al Mercatone a comprare gli stampi di silicone senza di loro!), mi hanno appoggiata moralmente con gli acquisti.
L'ultima a cadere nel sacco è stata questa mortadellina Vismarissima, acquistata con la Terry all'aeroporto. L'ho comprata perché la soppressa della Graziella si sentiva sola, e la foto è una testimonianza del fatto che ora anche i salumi (mortadella& soppressa) sono felici di essersi conosciuti...

Mentre vuotavo le valigie ho fatto questi paninetti al latte ed ho fondato il "Club della Macchina del Pane" (CMP, vedi colonna laterale). Il club ha due iscritte d'onore, che sono le mie comari; una perché "ce l'ha" e l'altra perché "ce l'ha qui che l'aspetta"... Questo post è per loro, per tutte le cose non dette e che sappiamo solo noi...

Poco a poco dalle valigie salteranno fuori gli acquisti, che cercherò di postare (possibilmente cotti!) non appena riuscirò a rientrare nella routine; grazie a tutti per i bei messaggi!

Ed ecco la ricetta dei panini; è fatta col programma "Impasto" della macchina del pane. Per chi volesse farla a mano è bene sapere che la prima lievitazione è di un'ora.

DOSE PER CIRCA 15 PANINETTI BIANCHI:

- 280 gr d'acqua tiepida

- 1 cucchiaio di latte in polvere

- 2 cucchiai d'olio evo

- 1/2 cucchiaio di zucchero

- 2 cucchiaini di sale

- 500 gr di farina bianca "0"

- 12 gr di lievito di birra oppure 1 bustina di lievito secco

Quando il programma finisce, togliere la pasta dal cestello ed impastare i paninetti su una superficie infarinata. Metterli a lievitare nel forno riscaldato a 50º e poi spento per circa mezz'ora. Infornare poi a 190º per una quindicina di minuti.

(Ricetta adattata da "365 ricette per la macchina del pane" di Marzia Tacca).

------

ISTRUZIONI PER L'USO:
Riempire il paninetto di mortazza e pezzettini di Asiago e mangiare bello caldo...

18.3.06

*CHIUSO PER FERIE


La cucina di questo blog chiude per ferie fino al 27 marzo.
E la cuoca vola in patria, dove incontrerà le sue comari Graziella e Terry.
Il resoconto dell'avventura, al ritorno.
Tanti baciotti!!

17.3.06

*IL MEME DEI 7 UTENSILI



Mi è piaciuto tanto il MeMe che ho visto ieri da Kjaretta e quindi come potevo resistere a farlo? E a passare poi la palla a Graziella e Francescav?
Quindi, da sinistra a destra, ecco la lista dei 7 utensili da cucina che più uso (ho fatto fatica a metterli insieme, perché preferisco gli aggegi elettrici...).

1) Il timer per i tempi di cottura

2) Gli "spoons" per le misure americane

3) La campana per chiamare Tommasa (non so se questo è un vero utensile, ma quando sono in cucina lo uso in continuazione!)

4) Il cucchiaio per il miele

5) L'arriccia burro

6) Vuota zucchine

7) Il guantone da forno (parecchio bruciacchiato!)

E adesso vediamo cosa fanno le mie comari... Posted by Picasa

15.3.06

*MUFFINS ALL'UVETTA


Ho finito di congelare la salsiccia.
Adesso inizio a pagare il dazio bi-settimanale per l'uso del congelatore di Tommasa, per questo ho fatto questi muffins. In questo modo prendo due piccioni con una fava, anzi tre. Anzi quattro.
Anzi cinque.
a) pago il dazio
b) faccio il meme delle colazioni della Francescav
c) faccio vedere i tazzoni Kellog's Vintage alla Francescav e ad altre amiche
d) amortizzo lo stampo a cuoricini in silicone
e) inauguro il famoso cremor tartaro che mi ha spedito la vècia Terry

RICETTA DEI MUFFINS:

Per circa 12 muffins:

  • 100 gr di burro
  • 300 ml di latte
  • 2 uova
  • 90 gr di zucchero
  • 1 bustina di vanillina
  • 250 gr di farina per dolci
  • 1/2 sacchettino di cremor tartaro
  • 100 gr di uvetta

Mettere in ammollo l'uvetta (io la metto nel vino dolce, cosí poi ad Alberto piace tanto il sughetto che rimane!)

Sciogliere il burro nel latte e lasciarlo intiepidire. Separare i rossi dagli albumi. Sbattere i rossi con lo zucchero e la vanillina. Aggiungere la farina, un pizzico di sale, l'uvetta ed il burro col latte.

Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale ed incorporarli alla crema.

Cuocere i muffins a 180º per circa 20 minuti.


E questa è la prima colazione di stamattina. I muffins, i cereali con lo yogurth ed il caffé americano, perché mi si è rotta la macchina da espresso e sono disperata perché non ho tempo di portarla ad aggiustare. L'ora che si vede nella foto non è quella della colazione, che l'ho fatta alle 7.45; è solo che non ho ancora imparato ad aggiustare le cifre nella macchinetta fotografica.

E questi sono i tazzoni Kellog's Vintage comprati a Lérida. Curiosamente non sono made in China, sono americani per davvero.

E adesso vado a consegnare il dazio a Tommasa.

13.3.06

*LLONGANIZA


Sono occupatissima.

Sono stata a Lérida (Catalogna) ed ho comprato 6 chili di salsiccia piccante chiamata llonganiza. Una profusione di ricette e ricettine vagano per la mia mente, ma adesso devo fare i sacchettini per congelarla ed ho il problema che nel freezer non ci sta neanche a martellate.
Cosí ho affittato una parte del congelatore di Tommasa a cambio di due dolci settimanali (non sono sicura di avere fatto un affare).
Comunque una sta fuori due giorni e qui succede di tutto; arrivano pacchi da tutte le parti (grazie Lilli per il bellissimo post!!!), si fanno nuovi meme (in mia assenza???) ed impazza il rollopollo...
Adesso mi aggiorno e poi ne riparliamo.
Buona settimana e grazie a tutti per i commenti al post precedente.

9.3.06

*MEDIAS NOCHES



MEZZE NOTTI
Era appunto quasi mezzanotte quando ancora mi affaccendavo intorno al forno per preparare questi paninetti dolci, che qui in Spagna si usano molto sia da farcire con ingredienti dolci che con ingredienti salati. Non li avevo mai fatti, perché non sono male quelli che vendono confezionati, ma dopo averci provato una volta...che dire...io lo rifaccio! E lo ri-rifaccio!
Dose per 15 "medias noches":
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 65 gr di zucchero
  • 60 ml di olio di mais (perché non ho l'olio evo)
  • 1 uovo
  • 20 gr di lievito di birra fresco
  • 375 gr di farina (può essere anche autolieviatante)
  • un pizzico di sale
  • la buccia grattugiata di un limone
  • 1/2 cucchiaio di aroma di fior d'arancio

Sciogliere il lievito nel latte abbastanza caldo. Mescolare la farina col sale e lo zucchero, aggiungere l'olio, l'uovo e gli aromi. Amalgamare bene con il latte e lievito. La palla sarà ancora un po' collosa dopo la lavorazione. Metterla in una ciotola infarinata, farci un'incisione a forma di croce e lasciare lievitare nel forno scaldato a 50º e poi spento, per un'ora e mezza.

Sgonfiare la pasta e lavorarla ancora con un po' di farina in modo che non sia più appiccicosa. Formare 15 palline ed allungarle un po, in forma quasi ovale. Pennellare con un uovo sbattuto e rimetterle a lievitare in forno sempre a 50º e poi spento, fino a quando non avranno raddoppiato di volume.

Cuocere nel forno caldo a 180º, per una quindicina di minuti al massimo.

E il mattino dopo...

Scaldare le medias noches nel fornetto del "Mulino Bianco" (che ogni volta che lo accendo mi vengono in mente le tonnellate di merendine che mi son sbafata per racimolare i punti!).

Tirar fuori la Nutella dalla dispensa.

Spalmare le medias noches con uno strato di Nutella alto almeno un centimetro.

Procedere allo sbafamento con delicatezza, senza schiacciare troppo la media noche, altrimenti la Nutella schizza.

Dolce fine settimana!!!

8.3.06

*BBM COOKBOOK Il gentil pensiero di Vittorio


La giornata della donna mi ha sempre fatto un baffo, ma proprio oggi non posso fare a meno di associare questa ricorrenza con il bel dono ricevuto da Vittorio di Tirebouchon. Un gran bel BBMCOOKBOOK il mio (anzi, suo); caro Vittorio, tante grazie davvero di cuore, per la scelta cosí accurata del contenuto, per il bigliettino scritto a mano, e per il suspense della busta, che non aveva il mittente ma solo l'indicazione "bbm cookbook", cosí la sorpresa me la sono gustata fino in fondo... E adesso dimmi, sei sempre alla ricerca della bottiglia perfetta? Perché ne ho più di una in cantina, bisognerà parlarne ;)).
E questo è il contenuto del bel pacco:
un'intrigante libro sui segreti della cucina russa, scritto da una ex-spia, che da quanto ho potuto vedere mi sarà più che utile per il Latte di Gallina su Mangiarebene.
Il film "Mondovino" di Jonathan Nossiter, che percorre i vigneti e le cantine di mezzo mondo. Il consorte ha fatto i salti di gioia e per me che sono astemia è un'occasione unica per iniziare...non a bere, ma almeno a capirne qualcosa!
E dulcis in fundo, lo speciale di "Sale & Pepe" dedicato ai "Grandi fritti all'italiana". Gli speciali di "Sale & Pepe" mi sono sempre piaciuti tanto, e sfogliando questo credo che dovrò uscire per un po' dal club del "No fritto", perché le ricette che contiene sono davvero irresistibili.
Grazie Vittorio, un bacione salmantino in fronte.

7.3.06

*FARFALLE ALLA SALSICCIA E PEPERONE


Visto che ieri a qualcuno non funzionava il traduttore, ecco la traduzione (opera scientifica!) della ricetta di ieri del blog spagnolo . Queste farfalle sono fatte con una salsiccia catalana che si chiama "llonganiza" ed è molto pepata, abbastanza simile alla nostra "lugànega".
La ricetta è liberamente tratta da una "Speciale Guida Cucina" di 200 anni fa sulla pasta. Di sicuro anche voi avete tutta la serie!
Per 4 persone:
  • 350 gr di farfalle
  • 80 gr di mascarpone
  • 100 gr di salsiccia
  • mezza cipolla piccola
  • un peperone giallo
  • vino bianco secco
  • 4 cucchiai di grana
  • olio, sale

Per prima cosa lascio a bagno il peperone già pulito e tagliato a pezzettini in un bicchiere di latte per tutta la mattina, cosí perde il gas. Prima di usarlo lo scolo e lo strizzo per bene.

Non so se è una mania ma mi sembra che il peperone giallo sia il meno indigesto di tutti.

Faccio appassire la cipolla tritata in 2 cucchiai d'olio ed aggiungo la salsiccia senza pelle e tagliata a pezzetti, e poi il peperone. Lascio rosolare il tutto per bene, fino a quando la salsiccia sarà più che dorata ed il peperone molto morbido. A fine cottura ci vuole una spruzzatina di vino bianco secco da lasciar evaporare.

Nel frattempo metto in una ciotola (o terrina!) il mascarpone e lo diluisco con un paio di cucchiaiate di acqua di cottura della pasta, per ferne una cremina morbida. Aggiungo il parmigiano grattugiato e mescolo bene. Si questo letto di mascarpone butto la pasta cotta, mescolo bene e poi aggiungo la salsiccia col peperone.

Un'altra bella grattata di grana e via.

5.3.06

*FAME DI CITTA'

(foto tratta da www.alicia-rios.com)

Quando ho letto questa notizia e visto questa foto, la prima cosa che ho pensato è stata "Con tutta la gente che muore di fame nel mondo...".
Questa è la riproduzione commestibile di Madrid in scala 1:400 realizzata dalla gastronoma Alicia Ríos in collaborazione con l'architetto Bárbara Ortiz. La Puerta de Alcalà, uno dei simboli della città, è di cioccolato bianco. Un po' più in là, la Biblioteca Nacional è un millefoglie. Gli scaffali con i libri sono di meringa. Ci son volute, tra le altre decine di ingredienti, 200 uova, 7 chili di farina, 1/2 chilo di acciughe, 2 chili di riso, 5 chili di pesce, 2 chili di prosciutto, 10 chili di olio d'oliva... continuo a pensare a quante bocche avremmo potuto sfamare nel continente africano.
L'urbanofagia, cioè "l'istinto di divorare la nostra città, risiede nel subcosciente collettivo", secondo l'autrice, che ha proposto altri concetti come la pictofagia (mangiarsi la riproduzione di quadri, come è accaduto nel Museo Thyssen, sempre a Madrid) o la logotipofagia (mangiarsi dei logotipi, attività proposta durante la I Biennale di Arte Contemporanea della Fondazione ONCE). Mah.
Dopo Madrid, anche Melbourne è stata divorata da suoi abitanti, grazie alla collaborazione di 500 cuochi che ne hanno realizzato il progetto. La riproduzione della città australiana occupava un tavolo di 80 metri quadrati.
L'appuntamento ora è alla Tate Modern di Londra per giugno del 2007. M'immagino già i londinesi a dieta per la grande abbuffata.
E a proposito di dieta, nonostante questa idea mi sembri uno sproposito, non sarebbe male che la mia cara Francescav atterrasse in questa città di panna mirtilli il mese prossimo.

4.3.06

*IL LIBRO DEL MESE DI GIUGNO


LE CENTO MIGLIORI RICETTE ALLA NUTELLA

di Alessandra Tarassi de Jacobis e Francesca Gualdi, Gruppo Newton Editore.

Dopo il Manuale di Nonna Papera, questo è uno dei libri fondamentali della mia biblioteca culinaria. E' un incunabile del 1997, quando i libri della "Compagnia del Buongustaio" costavano mille lire.

2.3.06

*CHEESECAKE AL PHILADELPHIA E LEMON CURD


Ultimamente siete tutti a dieta, o avete iniziato la quaresima, o avete le intolleranze alimentari... Insomma, io mi sto deprimendo con questo fatto.
E allora son passata al contrattacco e, per tirarmi sù, mi son fatta un dolcetto. Dei vari milioni di cheesecake che ho fatto, questo è senza dubbio il migliore.

Per la base:
- 1 confezione (una trentina) di biscotti secchi al cocco (se in Italia non ci sono, ve li mando io!)
- 80 gr di burro fuso

Per la crema:
- 500 gr di Philadelphia
- 80 gr di panna
- 2 uova
- 60 gr di zucchero
- 1 bustina di vanillina
- 3 cucchiai di Lemon Curd

Per il caramello:
- 2 cucchiai di acqua fredda
- 100 gr di zucchero
(Secondo le dosi ed il procedimento di Trish Deseine, "Pasión por el caramelo"

Mescolare e tritare nel robot da cucina il burro fuso con i biscotti, fino ad ottenere una poltiglia da adagiare in uno stampo foderato di carta da forno. Pigiare bene con il palo della mano per renderlo uniforme di spessore.

Preparare una crema morbida con il formaggio e lo zucchero, a cui si aggiungeranno poco a poco gli altri ingredienti, per finire con la Lemon Curd.

Versare la crema sulla base di biscotti e mettere in forno a 160º per un'ora.
Quando si sarà raffreddata, preparare il caramello scogliendo lo zucchero a bassa temperatura in una pentola dal fondo grosso e non troppo piccola.
Decorare la torta a piacere.

DI TUTTO CUORE:
Se quelli che sono a dieta mi stramalediranno, so invece che qualcuno di sicuro sarà contento: ZoraPosted by Picasa

1.3.06

*SORPRESA!!! OGGI SOPPRESSA!!!

Ieri sera abbiamo deciso che ormai non se ne poteva più. Che era inutile star lí a guardarla come se fosse una reliquia, era giunto il momento di azzannarla.
Sto parlando di "LEI", la regina degli affettati veneti, la soppressona de casada che la mia cara amica Graziella mi ha spedito.

Ho quindi preparato gli strumenti chirurgici, in attesa dell'arrivo dell'uomo senza testa (che continua ad essere senza testa), che è l'artefice dell'operazione.

Ad esser sinceri, era forse il giorno meno adatto per papparcela, perché era una di quelle giornate "de mona" (che non girano), in cui una fa il pane e si dimentica di metterci il sale, e poi per toglierlo dal forno, invece di infilare i guantoni infila i guanti per lavare i piatti. In cucina c'è ancora la puzza dei miei moncherini plastificati.

In fondo, ci meritavamo un premio. Ecco dunque l'uomo senza testa in azione (e dire che non voleva comprare l'affettatrice!!!!).

E questo è stato il risultato dell'operazione: uno stratosferico connubio tra i prodotti veneti di DANILO e quelli iberici di EVA. Questo matrimonio s'ha da fare!!!!!

Alla facciaccia del pane azzimo, dell'assenza di polenta e del puzzo di bruciato plastificato. Grazie Graziella, adesso che l'abbiamo iniziata, difficilmente avrà vità lunga.

Per avere un panino, mettetevi in lista d'attesa.